Sussurri di sacerdotesse


Gli insegnamenti  e le esperienze di alte sacerdotesse, sciamane,  che fanno da compendio al percorso spirituale.
 
 

 

La parola "Strega" evoca così tante immagini negative che molte persone si domandano perchè noi ci ostiniamo a utilizzarla.

Eppure rivendicare questa parola significa rivendicare il nostro diritto, come donne, di essere potenti; come uomini, invece di riconoscere la nostra parte femminile interiore come divina. Essere Strega significa identificarsi con i nove milioni di vittime dell'intolleranza e dell'odio, e prendersi la responsabilità di creare un mondo in cui i pregiudizi non causino altre vittime.

Una Strega "dà forma", è una creatrice che piega l'invisibile e lo plasma, e così diventa una dei Saggi, e la sua vita è piena di magia.

La Stregoneria è sempre stata una religione di poesia, non i teologia. I miti le leggende e gli insegnamenti sono visti perlopiù da metafore di "ciò che non può essere detto, di quella realtà assoluta che le nostre menti limitate non potranno mai conoscere appieno.

I misteri dell'assoluto non possono mai essere spiegati, solo sentiti e intuiti.

Il simbolo primario per "Ciò che non può essere detto" è la Dea.

La Dea ha infiniti aspetti e migliaia di nomi, è Lei la realtà che si trova dietro a tutte le metafore.

Lei è la realtà, la divinità manifesta, onnipresente in tutto ciò che vive, in ognuno di noi.La Dea non è separata dal mondo, Lei è il mondo e tutte le cose in esso: luna, sole, terra, stelle, pietra, seme,onda, foglia e ramo, bocciolo e fiore, uomo e donna.

Nella stregoneria, il corpo e lo spirito sono una cosa sola.

La divinità viene vista in noi stessi, sia nelle donne che negli uomini.

La sessualità è considerata sacra. Lo scopo è riconnetterci con il divino che è dentro ognuno di noi.

Attraverso la Dea, possiamo scoprire le nostre energie, illuminare le nostre menti, avere la padronanza completa dei nostri corpi e celebrare le nostre emozioni.

(Starhawk - La danza a spirale)

 

 

 

Il simbolismo della Dea ha contribuito notevolmente a rendere le donne di oggi più potenti: la riscoperta delle antiche civiltà matriarcali ci ha infatti infuso un profondo senso d'orgoglio, perchè è stata riconosciuta la nostra capacità di creare e mantenere viva una società e una cultura. Finalmente sono state messe in luce tutte le falsità della storia che ci aveva insegnato il patriarcato, e questo ci ha offerto dei modelli di forza e di autorità femminile.

Nel mondo odierno, abbiamo riconosciuto la Dea nella sua forma antica e primitiva, come la prima di tutte le divinità; era lei la patrona della caccia, della pietra, e fu anche la prima a fertilizzare la terra con i suoi semi.

La sua immagine ispirò le prime opere d'arte; in suo onore furono innalzati i megaliti di Stonhenge; lei è stata l'ispiratrice del canto e della poesia. La Dea è il ponte che ci permette di superare i nostri abissi interiori, creati dal condizionamento sociale. Lei è la nave con cui possiamo navigare nelle acque del Sè Profondo, per conoscere i nostri oceani inesplorati, ed è anche la porta che ci collega con il futuro.

E' il "Calderone" che ci accoglie quando ci sentiamo dilaniati, e dove bolliamo finchè non ritorniamo completi; è il passaggio vaginale, attraverso cui rinasciamo a nuova vita.

Nell'arte magica noi non "crediamo nella Dea": ci relazioniamo a Lei: attraverso la luna, le stelle, l'oceano,la terra, gli alberi, gli animali, gli altri esseri umani, ma soprattutto attraverso noi stessi.

Lei è sempre presente, è dentro ognuno di noi, è il cerchio magico al completo: è terra, aria, fuoco, acqua ed essenza, corpo, mente, spirito, emozioni e cambiamento.

La Dea è stata la prima a esistere sulla terra, è la madre oscura che fa nascere e che sostiene tutte le forme di vita, è il potere della fertilità e di generare, è il grembo, ma anche la tomba che ci accoglie, rappresenta quindi il potere della morte.

Tutte le cose provengono da Lei, tutte le cose ritornano a Lei.

Nel suo aspetto di terra, Lei incarna la vita vegetale: gli alberi, le erbe e il grano che sostengono la vita. E' il corpo, e il corpo è sacro. Nessuna sua parte è impura: nè il grembo, nè il seno, il ventre, la bocca, la vagina, il pene, le ossa e il sangue; nessuna fase della vita è macchiata dal peccato. La nascita, la morte e il decadimento sono tutte parti del ciclo vitale, e sono tutte egualmente sacre.

La Dea della Terra è anche l'aria e il cielo, è la celestiale Regina dei Cieli, la Dea delle Stelle, che governa tutto ciò che si può percepire ma non toccare: la conoscenza, la mente e l'intuizione.

E' la Musa che risveglia tutte le creazioni dell' animo umano, l'amante cosmica, la prima stella del mattino e la prima stella della sera, Venere, che appare quando si fa l'amore.

L'essenza della Dea è così bella e scintillante che non potrà mai venir compresa nella sua totalità; la mente si spinge sempre più a fondo, nell'impulso di conoscere l'inconoscibile, di esprimere l'inesprimibile. Lei è l'ispirazione che arriva con ogni nostro respiro.

La Dea celeste viene vista nella luna, che è connessa ai cicli mensili femminili delle mestruazioni e della fertilità.

La donna è la "Luna terrena", e la luna è l'uovo celestiale nel grembo del cielo; il cui sangue mestruale è la pioggia che feconda la terra e la fresca rugiada. La luna governa le maree degli oceani, che sono stati il primo grembo della vita sulla terra; quindi la luna è anche la Signora delle Acque: dalle onde del mare, ai torrenti, alle sorgenti, ai fiumi - che rappresentano le arterie della Madre Dea - fino ai laghi, ai pozzi profondi, alle sensazioni e alle emozioni, che ci investono come le onde del mare...

 

Può sembrare che la sessualità non abbia nessi logici con lo sciamanismo, ma non è così. Una donna che pratica la guarigione sciamanica prima o dopo sperimenta il risveglio delle energie sessuali e deve imparare a gestirle e a dominarle come, e più, delle altre.

Una delle principali osservazioni che si fanno sulle antiche immagini femminili rinvenute dall'archeologia riguarda l'evidenza della loro sessualità, che presuppone un modo di esprimerla al tempo stesso sacro e attivamente sessuale. E poichè nella civiltà occidentale le donne sono definite in primo luogo come oggetti sessuali e/o macchine per la riproduzione, qualsiasi processo tenda a trasformare una donna in soggetto(sovrano della propria vita) mette in questione il suo ruolo sessuale. Siamo inondati di immagini e di pubblicità che utilizzano il corpo femminile e le nostre energie erotiche come allettamento per vendere un prodotto. In quest'ottica, è inevitabile che osservando le immagini di antiche donne consacrate le gente rimanga turbata da ciò che vede. Alcune delle immagini più antiche di donne serpente o di donne gufo sembrano davvero intente a lavorare, a concentrarsi, a fare qualcosa. La loro nudità e la loro sacralità sono più di quanto noi possiamo sopportare tutto in una volta, il paradosso è troppo violento.

Nelle caverne paleolitiche risalenti a trentamila anni fa, la vulva, che rappresentava la soglia, l'ingresso nella vita, il distacco dalla morte, fu il primo simbolo religioso. La teologia indiana concettualizza l'universo intero come una manifestazione dell'attività di shakti, il cui grembo creatore è incessantamente attivo, e genera senza sosta tutte le forme, tutto ciò che vive e muore. Fino a una trentina di anni fa le sacerdotesse dei templi indiani chiamate devadasi praticavano ancora attivamente le antiche forme di culto: cucinavano il cibo sacro, danzavano per la Dea (o per il Dio) e celebravano i riti sessuali sacri. Quando gli inglesi giunsero in India, diedero un'occhiata alle davadasi, le chiamarono prostitute e in breve tempo le fecero scomparire mettendole fuori legge.

Nelle civiltà antiche le donne godevano di una libertà che noi non possiamo immaginare. La loro sessualità era connaturata alla loro spiritualità.

Oggi purtroppo finiamo naturalmente per reprimere la nostra esperienza sessuale interiore ogni volta che essa minaccia di esteriorizzarsi e di smascherarci. Abbiamo interiorizzato l'odio culturale verso la nostra sessualità naturale, sia le sagge paure che adottiamo per sopravvivere e questo ci lascia due esperienze: una avviene dentro di noi in segreto, l'altra si manifesta.

La nostra realtà interiore è un "giardino" dove , nei sogni, nelle fantasie, nelle visioni e nel tempo che trascorriamo da sole nella Natura, possiamo arrivare a conoscere la Dea e i suoi antichi usi. La nostra realtà esteriore è invece un'interpretazione di come gli altri ci vogliono. Tutto ciò che è di moda tende a modellarci, almeno a livello subliminale. Ci comportiamo secondo i condizionamenti che abbiamo ricevuto e facciamo le << ragazze serie >> oppure ci ribelliamo contro la società e ci comportiamo da << ragazze facili>>, finendo oppresse in entrambi i casi.

Tuttavia il giardino interiore continua a chiamarci e il desiderio di ritorno alla nostra natura divina è abbastanza forte. Le origini culturali dell'Occidente sono inquinate dalla storia di Adamo e Eva e del "peccato originale" che causò l'espulsione da quello stesso giardino il cui ricordo è insito dolorosamente in ciascuna di noi a livello cellulare. In origine Eva, come Lilith prima di lei, era affine al serpente che le sussurrò eresie all'orecchio. Le eresie del "potere del serpente" sono la reincarnazione e la sessualità; l'obbedienza di Eva a questa verità ha condannato tutte le donne all'esilio dal giardino e a partorire nel dolore.

Questo "giardino " è dentro di noi, è il santuario sacro in cui ristabiliamo il contatto con la Dea, il profondo femminino, la fonte sotterranea di autorità ed espressione femminile. Un tempo in quel luogo avevamo radici profonde, e da là potevamo esprimere senza fratture il potere e la sessualità.

Era l'interezza priva di ambiguità che osserviamo nelle antiche statuette femminili.

Eravamo "serpente e uccello", terra e cielo, corpo e spirito. Potevamo invitare il maschio a incontrarci in quel luogo ed egli veniva.

Ancora adesso da quel recinto sacro quando come sacerdotessa compio i riti magici del femminino profondo e antico, posso " INIZIARE" e "GUARIRE" l'uomo semplicemente attraverso il suo incontro con me in quel luogo.

Quando io entro in questo spazio, mi sento in presenza del Divino e provo un timore reverenziale. Quando il mio compagno percepisce in me questo stato può avere una reazione ambivalente: sentirsi attratto dal suo potere e dalla sua sacralità eppure spaventato dalla sua intensità. In questo luogo(giardino) entrambi ci sentiamo colmi di grazia, uniti come da un filo elettrico.

Il tipo di comunicazione accessibile in quel momento, guardandosi negli occhi, a persone "veramente innamorate" può avere una spiritualità insostenibile.

Il calore spirituale che ascende in questo spazio elettrificato può purificare e disintossicare il corpo e può perfino svuotare la psiche dalle immagini negative consentendo al cuore di aprirsi.

Una volta sperimentato il sesso-amore a questo livello, non è possibile ritornare a ciò che chiamiamo rapporti casuali.

(Il Risveglio della Dea-Vichi Noble)


 

Nella Stregoneria il sesso è un sacramento, un segno esteriore della grazia divina interiore.
Questa è la profonda connessione e il più totale riconoscimento della completezza interiore di un'altra persona.
Nella sua essenza, non è limitato all'atto fisico, ma è molto di più: è un interscambio di energia, di nutrimento sottile, tra due persone; ed è proprio attraverso questo legame con un'altra persona, che ci colleghiamo con il tutto.
Nella Stregoneria il corpo maschile, come quello femminile è sacro e non deve essere violato.
Usare il corpo come arma equivale a profanarlo, e questo accade anche quando il corpo femminile viene usato come un oggetto o come mezzo per dimostrare la virilità maschile.
Fingere di provare desiderio quando non se ne prova offende la verità corporea, così come reprimere il desiderio, che può essere sentito interamente anche quando non può essere soddisfatto.
Ma percepire il desiderio corrisponde all'ammissione di un bisogno, e ciò, nella nostra cultura, fa paura a molti uomini.
Sotto il dominio del patriarcato gli uomini vengono incoraggiati ad aspettarsi molte cure e attenzioni dalle donne, tuttavia viene anche  insegnato loro a non ammettere di essere a volte passivi, deboli e di appoggiarsi a qualcun altro.
La Stregoneria richiede a molti uomini che ne fanno parte, lo sviluppo di un nuovo modo di relazionarsi con il corpo femminile; esso non può più venir considerato un oggetto, né venir diffamato come qualcosa di sporco.
Il corpo di una donna, i suoi odori, le sue secrezioni e il suo sangue mestruale sono sacri, e meritano di essere celebrati e venerati.
I corpi delle donne appartengono soltanto a loro stesse; nessuna autorità spirituale appoggerà mai il tentativo di un uomo di possedere una donna o controllarla.
Il corpo non deve essere celebrato da soli.
Gli uomini devono rapportarsi con il potere delle donne: il potere di una donna integra, una donna completa in se stessa, il cui spirito e le cui emozioni si sono risvegliate nella loro totalità.
L'uomo deve anche riconoscere e accettare il potere del suo Sé femminile interiore; imparare a generare dall'interno una fonte di ispirazione e di sostentamento, invece che pretendere queste cose esclusivamente dall'esterno. (Starhawk)




Ci sono persone che dicono di praticare la Wicca e che affermano che l'energia con cui lavorano è neutra.
Ogni volta che sento qualcuno descrivere l'energia magica in questo modo so con certezza che non si è aperto all'energia che crea la vera magia.
Le persone che la pensano così sono ancora legate alla vecchia visione patriarcale di un mondo privo di una divinità autoritaria.
Certo se stanno solo proiettando la loro energia nell'Universo per ottenere una gratificazione immediata, probabilmente non hanno capito come funzionano le cose.
Ma quando diventate il Graal, c'è solo una parola che si avvicina all'autentica natura del potere che state sperimentando: amore.

L'energia con cui lavorano le streghe, l'energia che crea la magia, che rende potenti gli incantesimi, che rende vivi i rituali e plasma le streghe è l'energia del divino.
E l'energia del Divino è amore.

Ma cosa dobbiamo pensare della delusione, della malattia e della morte, gli aspetti oscuri della vita?
E' amore?
E' un amore duro, ma sempre e comunque amore.
Ho imparato la lezione in uno dei modi più dolorosi che la vita inevitabilmente ci presenta.
Mia nonna materna visse con noi fin da quando avevo tre anni.
Ogni anno, quando le mele in giardino maturavano, lei ci preparava la salsa di mele, e io l'aiutavo.
Era un lavoro faticosissimo, che durava giorni interi: la nonna raccoglieva centinaia di frutti, li lavava, li tagliava a pezzetti.
Dopo cuoceva le mele per ore ed ore, aggiungendo chili di zucchero.
Quando finalmente le erano pronte erano due tazze della più deliziosa e favolosa salsa del mondo.
E mentre assaporavamo le nostre preziose porzioni, eravamo grati per tutto il lavoro e tutti gli sforzi che aveva fatto.
Mia madre come sua madre, era straordinaria: era intelligente, elegante, una vera professionista anche quando le donne non erano le benvenute nel mondo del lavoro, un'attivista per la giustizia sociale, capace di grande abnegazione proprio come la nonna (il frutto non cade mai lontano dall'albero).
Gli ultimi  tre anni della sua vita furono brutali perché era affetta dal morbo di Parkinson e dal morbo di Alzheimer.
Si ruppe entrambe le anche e cominciò a scivolare in uno strano mondo chiuso e spaventoso.
Ci volevano sforzi, pazienza e tantissimo tempo per ottenere anche la minima risposta da lei.
All'inizio rimasi annientata dal dolore per quella situazione, ma un giorno quando meno me lo aspettavo, mia madre mi strinse la mano e mi disse quanto mi amava.
Durante la sua malattia ho imparato la lezione della salsa di mele di mia nonna: più dura è la lotta, più splendida la ricompensa; e la magia della sfida ci porta verso il Sacro ( qualcosa di cui spesso ci dimentichiamo quando le cose vanno per il verso giusto), che sempre ci accoglie con amore.
Quando venite messi alla prova vi ricordate da dove proviene la vostra forza.
La presenza della Divinità, accessibile attraverso le pratiche magiche, vi dona consolazione, saggezza, pace... e sempre amore , e questo è uno dei doni più grandi dell'Universo.
Concentratevi sull'autentica fonte del vostro potere, e praticherete una magia basata sulla comunione divina, la cocreazione e l'amore.
Diventerete delle streghe che vivono con gioia, libertà e verità, streghe che sanno che la vera magia non è l'amore per il potere ma il potere dell'amore. (Phyllis Curott)




Ci incontriamo in una notte di luna piena, sulla cima di una collina che si affaccia sulla baia.
Sotto di noi le luci si stendono come un campo di gioielli, e in lontananza i grattacieli penetrano le volute di nebbia come guglie di torri fatate.
La notte è incantata.
Le candele sono state spente, e il nostro altare improvvisato ha difficoltà a restare in piedi per il forte vento, che canta tra le fronde degli alti eucalipti.
Mentre alziamo le braccia, lasciamo che il vento si scagli contro i nostri volti.
I nostri occhi e capelli sono ormai umidi, ma ci sentiamo profondamente felici.
Gli strumenti non sono importanti, perché abbiamo già tutto ciò che ci serve per fare magia: sono il nostro corpo, il nostro fiato, le nostre voci, ma soprattutto noi stessi.
Ormai il cerchio è stato creato. (Starhawk)



I tre principi basilari della religione della Dea sono l'immanenza, l'interconnessione e la comunità.
Immanenza significa che la Dea, gli Dei, sono incarnati, che ognuno di noi è una manifestazione dell'essere vivente  che è la terra stessa, che la natura, la cultura e la vita in tutte le sue diversità sono sacre.
L'immanenza ci chiama a vivere la nostra spiritualità qui nel mondo, ad agire per salvaguardare la vita della terra, a vivere con integrità e con responsabilità.
L'interconnessione è la comprensione che tutti gli esseri viventi sono collegati, che siamo collegati a tutto il cosmo, come parti di un organismo vivente.
Ciò che influenza uno ci influenza tutti.
L'interconnessione richiede da noi compassione e l'abilità di sentire gli altri in un modo così forte da risvegliare il nostro senso di giustizia.
La religione della Dea viene vissuta in comunità; il suo centro primario non è la salvezza, l'illuminazione  o l'arricchimento individuali, bensì la crescita e la trasformazione, che arriva per mezzo delle intime interazioni e delle battaglie comuni. (Starhawk)



Il concetto di una religione che venerava una Dea era stupefacente e dava potere.
Cresciuta come ebrea, sono stata molto religiosa fin da piccola, e ho continuato la mia formazione ebraica sino a livello avanzato.
Ma mentre raggiungevo la mia maturità di donna alla fine degli anni sessanta, mi sembrava che mancasse qualcosa.
Il movimento femminista non era ancora arrivato al suo momento di rinascita e non avevo mai sentito la parola patriarcato, ma sentivo che quella tradizione era priva di modelli per me come donna, e di strade per lo sviluppo del potere spirituale femminile.
La tradizione della Dea aprì la porta a nuove possibilità.
Il mio corpo nella sua femminilità, il seno, la vagina, il grembo e il flusso mestruale erano sacri.
Il potere selvaggio della natura, il piacere intenso dell'intimità sessuale divennero le vie principali per il sacro, invece di essere negate, denigrate o viste come periferiche. (Starhawk)



Quando i giovani mi chiedono oggi dei consigli, di solito dico:
"Decidi ciò che per te è sacro, e metti le tue migliori energie vitali al suo servizio, fa in modo che diventi il centro dei tuoi studi, del tuo lavoro, che sia il banco di prova su cui misurare i tuoi piaceri e le tue relazioni.
Non lasciare mai che la paura o il bisogno di sicurezza ti distolga da ciò in cui credi."
Quando servi la tua passione, quando sei disposto a rischiare di tasca tua per qualcosa, le tue energie creative maggiori si liberano. C'è bisogno di duro lavoro, ma niente è più gioioso di un lavoro fatto con amore. (Starhawk)


"....non scorderò mai la prima volta che mi sono immersa nella Natura.
Era marzo, pochi giorni prima dell'Equinozio di Primavera, e decisi di fare pulizie...con l'ausilio della magia.
Pulii e strofinai la casa fino a farla scintillare.
Poi usai salvia e acqua salata per purificare tutti gli angoli (camminando in senso antiorario per allontanare le energie negative).
Quindi aprii le finestre e la porta d'ingresso per spazzare via tutte le energie pesanti che si erano accumulate durante l'inverno.
Ma c'erano alcune ragnatele... dentro di me!
Allora presi la macchina e mi diressi a Delaware Water Gap, uno dei luoghi naturali che preferisco.
Mi inoltrai nel bosco ancora spoglio, meravigliandomi di quanto fosse soffice la terra sotto i miei piedi. Ogni volta che il mio sguardo incontrava un ciuffo d'erba che spuntava nel terreno, mi sentivo sempre più felice e ottimista.
La neve si era sciolta e i fiumi erano ricchi d'acqua: la mia idea era di lavarmi i capelli sotto una cascatella.
L'aria era frizzante, inebriante; alla fine trovai il fiume e la piccola cascata che stavo cercando.
Il suono dell'acqua era meraviglioso e ipnotico.
Mi tolsi la giacca e il golf, mi chinai fino a mettere la testa sotto la cascata.
Rimasi scioccata: l'acqua era gelida e mi colpì con la forza di un martello!
Nel giro di un istante ogni preoccupazione e ogni pensiero mi sparirono dalla mente. Mi allontanai dall'acqua e afferrai in fretta l'asciugamano, mentre mi lasciavo cadere sulla terra umida.
In tutta la  vita non mi ero mai  sentita così totalmente pulita ed estaticamente limpida.
Di sicuro questa esperienza è stata di gran lunga più intensa che intingere il dito in una bacinella d'acqua salata per purificare il mio appartamento.
La Natura sa compiere magie, ed è pronta a insegnarcelo..." (Phyllis Curott)



Nei momenti più difficili della vita, quelli in cui ci troviamo ad affrontare la sconfitta e il dolore, la Dea compare per donarci un nuovo equilibrio.
Cura e guarisce gli uomini e le donne ridonando loro le qualità che hanno perso: la capacità di connettersi con la sua energia, l'abbondanza, l'amore e la compassione.
La Dea cambia i ritmi della vita e della cultura, trasformando l'espansione lineare distruttiva in cicli di creazione e riposo che comprendono la crescita ma contemplano anche il raccolto, il riposo e il rinnovamento.
Equilibra l'intelletto con l'intuito; ridefinisce il significato di attivo e passivo, maschile e femminile.
Ella viene a noi portando la promessa di una nuova vita, e così facendo ci dona speranza, ispirazione e gioia. (Phyllis Curott)
 


Il simbolo primario per "Ciò che non può essere detto" è la Dea.
La Dea ha infiniti aspetti e migliaia di nomi, è Lei la realtà che si trova dietro a tutte le metafore.
Lei è la realtà, la divinità manifesta, onnipresente in tutto ciò che vive, in ognuno di noi.
La Dea non è separata dal mondo, Lei è il mondo e tutte le cose in esso: luna, sole, terra, stelle, pietra, seme, fiume, vento, onda, foglia e ramo, bocciolo e fiore, zanna e artiglio, donna e uomo.
Nella Stregoneria il corpo e lo spirito sono una cosa sola. (Starhawk)


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