Frammenti di pensiero


"...Con un senso misterioso Boccadoro presentiva anche il segreto della sua natura d'artista, del suo profondo amore per l'arte e a volte del suo odio violento contro di essa.
Intuiva, senza pensiero, col sentimento, in molteplici immagini, che l'arte era un unione del mondo paterno e materno, dello spirito e del sangue; poteva cominciare nella sfera più sensuale e condurlo in quella più astratta, o anche prender le mosse in un puro mondo d'idee e finire nella carne più sanguigna. Tutte quelle opere d'arte, che erano veramente sublimi e non solo bei giochetti di prestigiatore, quelle che erano pregne dell'eterno mistero, per esempio quella Madonna del maestro, tutte le opere genuine e indubbie di un artista avevano questo duplice aspetto pericoloso e sorridente, questo carattere maschile e femminile, questo insieme di istinto e di pura spiritualità..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...L'accendersi repentino e incantevole del piacere amoroso, il suo breve ardere appassionato, il suo rapido spegnersi: ecco ciò che per lui conteneva il nocciolo di ogni esperienza, ciò che diventava per lui l'immagine di ogni delizia e di ogni dolore della vita.
A quella tristezza e al brivido provocato dalla fugacità del piacere egli poteva abbandonarsi con la stessa dedizione che all'amore, e anche quella malinconia era amore.
Come l'estasi d'amore nel momento della sua massima tensione e felicità è sicura di dover scomparire e morire l'istante appresso, così l'intima solitudine e l'abbandono alla tristezza erano sicuri d'essere a un tratto inghiottiti dal desiderio, da un nuovo volgersi al lato luminoso della vita.
Morte e voluttà erano una cosa sola. La madre della vita si poteva chiamare amore o piacere, si poteva chiamare tomba e corruzione.
La madre era Eva, era la fonte della felicità e la fonte della morte, generava eternamente, uccideva eternamente, in lei amore e crudeltà erano una cosa sola e più egli portava in sé la sua figura, più essa diventava per lui un simbolo sacro.
Egli sapeva non con le parole e con la coscienza, ma con la voce più profonda del sangue, che la sua vita conduceva alla madre, alla voluttà e alla morte.
Il lato paterno della vita, lo spirito, la volontà non erano la sua patria..." (Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)



"...L'anima della fanciulla gli si era rivelata e gli era diventata cara: nell'infantilità, nella tenerezza, nell'inclinazione alla tristezza pareva simile alla sua; spesso era profondamente stupito e incantato nel constatare come quell'anima corrispondesse al corpo che l'ospitava; qualunque cosa Lidia facesse, qualunque desiderio o giudizio esprimesse, la sua parola e l'atteggiamento della sua anima erano perfettamente improntati al taglio dei suoi occhi e alla forma delle sue dita!.."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)

"...Pareva che tutta l'esistenza fosse basata sulla duplicità, sul contrasto: donna o uomo, vagabondo o borghese, uomo d'intelletto o di sentimento; aspirare ed espirare insieme, essere uomo e donna, conciliare libertà ed ordine, istinto e spirito, non era possibile; bisognava sempre pagare l'una con la perdita dell'altra e sempre l'una era altrettanto importante e desiderabile quanto l'altra!
Le donne forse avevano in questo la via più facile.
In loro la natura aveva fatto in modo che il piacere portasse da sé il suo frutto e che dalla felicità dell'amore nascesse il figlio.
Nell'uomo in luogo di questa semplice fecondità c'era l'eterna aspirazione.
Il Dio che aveva creato tutto questo era dunque cattivo od ostile, rideva forse con gioia maligna della sua propria creazione?
No, non poteva essere cattivo, se aveva creato i caprioli e i cervi, i pesci e gli uccelli, il bosco, i fiori, le stagioni.
Ma c'era una scissione nella sua creazione, sia che questa fosse mal riuscita e imperfetta, sia che Dio lasciando nell'esistenza umana tale lacuna e tale aspirazione insoddisfatta avesse intenzioni sue particolari, sia che ciò fosse il seme del nemico, il peccato originale.
Ma perché quest'aspirazione insoddisfatta doveva esser peccato?
Non nasceva da essa tutto ciò che di bello e di santo l'uomo aveva creato e reso a Dio come un'offerta di gratitudine?..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...In breve non imparò solo molte qualità e molte arti d'amore, accogliendo in sé le esperienze di molte amanti.
Imparò a vedere le donne nella loro varietà, a sentirle, a tastarle, a odorarle: acquistò un orecchio finissimo per ogni sorta di voce e più d'una volta dal suo semplice suono sapeva indovinare con sicurezza il genere della donna e la sua capacità d'amare.
Con sempre nuovo rapimento contemplava gli infiniti modi diversi come una testa poteva reggersi sul collo, una capigliatura staccarsi dalla fronte, una rotula muoversi dentro il ginocchio.
Al buio, ad occhi chiusi, col tatto delicato delle dita imparava a distinguere una chioma femminile o una qualità di pelle o peluria dall'altra.
Cominciò per tempo ad accorgersi che forse il senso del suo vagabondaggio stava proprio in questo, che forse egli era sospinto da una donna all'altra appunto perché potesse imparare a esercitare con sempre maggiore finezza, varietà e profondità, questa capacità di conoscere e distinguere..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...Le nature come la tua, dotate di sensi forti e delicati, gli ispirati, i sognatori, i poeti, gli amanti sono quasi sempre superiori a noi uomini di pensiero.
La vostra origine è materna. Voi vivete nella pienezza, a voi è data la forza dell'amore e della esperienza viva.
Noi spirituali, che pur sembriamo spesso guidarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell'aridità.
A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell'amore, il bel paese dell'arte.
La vostra patria è la terra, la nostra è l'idea.
Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto.
Tu sei un artista, io un pensatore.
Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto.
A me splende il sole, a te la luna e le stelle..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)



"...Questa figura infatti, se un giorno fosse riuscito a renderla visibile, non doveva rappresentare una donna particolare, ma la vita stessa come madre primigenia.
Spesso credeva di vederla, talvolta gli appariva in sogno. Ma di questo volto d'Eva e di quello che doveva esprimere egli avrebbe non avrebbe saputo dir altro, se non che doveva mostrare la voluttà della vita nella sua intima parentela col dolore e con la morte..." (Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)




"...Una volta Narciso disse pensieroso: - Imparo molto da te Boccadoro.
Comincio a comprendere che cos'è l'arte.
Prima mi pareva che, in confronto col pensiero e con la scienza, non fosse da prendere sul serio. 
Pensavo pressappoco così: poiché l'uomo è una dubbia mescolanza di spirito e di materia, poiché lo spirito gli schiude la conoscenza dell'eterno, mentre la materia lo trascina in basso e lo incatena a ciò che è transitorio, egli dovrebbe cercare di staccarsi dai sensi e di entrare nel mondo spirituale, per elevare la sua vita e darle un significato.
Affermavo bensì di apprezzare altamente l'arte, per consuetudine, ma in realtà ero superbo e la guardavo dall'alto in basso.
Ora soltanto vedo quante vie ci sono per giungere alla conoscenza, e quella dello spirito non è l'unica e forse neppur la migliore. E la mia vita, certo: e rimarrò in essa.
Ma ti vedo per la via opposta, la via dei sensi, cogliere il mistero dell'essere altrettanto profondamente, ed esprimerlo con molta più vivezza di quel che lo possano la maggior parte dei pensatori.

- Capisci ora, - disse Boccadoro, - che io non posso intendere che cosa significhi pensare senza rappresentazioni.

-L'ho capito da un pezzo.
Il nostro pensare è un continuo astrarre, un prescindere dal mondo sensibile, un tentativo di costruzione d'un mondo puramente spirituale.
Tu invece cogli nel  cuore ciò che vi è di più instabile e mortale e riveli il senso del mondo proprio in quello che è transitorio.
Tu non prescindi da questo, ti dai tutto ad esso, e per questa tua dedizione esso diventa ciò che vi è di più alto: il simbolo dell'eterno.
Noi pensatori cerchiamo di avvicinarci a Dio staccando il mondo da lui.
Tu ti avvicini a lui amando e ricreando la sua creazione.
Sono entrambe opere umane e inadeguate, ma l'arte è più innocente..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)



"...Uscita come dai sogni del mio cuore, ecco a un tratto una bella donna straniera, che tiene il capo in grembo e mi sorride come un fiore ed è tanto affettuosa con me: al primo suo bacio mi sentii struggere e provai una sofferenza strana.
Tutta la mia nostalgia, tutti i miei sogni, ogni mia dolce ansia, ogni segreto in me  assopito si destò, e tutto fu trasformato, incantato: tutto aveva acquistato un senso.
Mi ha insegnato che cos'è una donna e qual è il suo mistero.
In una mezz'ora mi ha reso di parecchi anni più maturo. Ora so molte cose..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...La nostra meta non è di trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparar a vedere ed a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...Per me sveglio è chi conosce con l'intelletto e con la coscienza se stesso, le proprie forze intime e irrazionali, i propri istinti e le proprie debolezze, e sa tenerne conto.
Questo tu devi imparare: ecco il senso che può esserci nell'avermi incontrato.
In te Boccadoro, lo spirito e la natura, la coscienza e il mondo dei sogni sono lontanissimi fra loro..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)



"...Vi era poi un altro volto, che dimorava nella sua anima ma non gli apparteneva del tutto, un volto ch'egli desiderava ardentemente di riuscir a cogliere e rappresentare da artista, ma che continuamente gli sfuggiva e gli si velava.
Era il volto della madre.
Già da tempo esso non era più quello che gli era ricomparso un giorno dalle perdute profondità della memoria dopo i colloqui con Narciso.
Nelle giornate di vagabondaggio, nelle notti d'amore, nei momenti di nostalgia, nei momenti di pericolo e di vicinanza della morte il volto della madre si era a poco a poco trasformato e arricchito, era diventato più profondo e più vario; non era più l'immagine della propria madre, ma dai tratti e dai colori di questa si era svolta a poco a poco un'immagine materna impersonale, l'immagine di un'Eva, di una madre dell'umanità.....
L'immagine della madre del mondo, Eva, quale egli la portava nel cuore come la cosa più sacra, più antica e più amata...
Questa figura infatti, se un giorno fosse riuscito a renderla visibile, non doveva rappresentare una donna particolare, ma la vita stessa come madre primigenia.
Spesso credeva di vederla, talvolta gli appariva in sogno. Ma di questo volto d'Eva e di quello che doveva esprimere egli non avrebbe saputo dir altro, se non che doveva mostrare la voluttà della vita nella sua intima parentela col dolore e con la morte..."(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)



"...quelle mani s'affondavano nella creta che plasmavano, con dita ferme ma sensibilissime, trattavano l'argilla come le mani di un amante trattano la donna amata che gli s'abbandona: innamorate, piene di un sentimento delicato e vibrante, bramose senza tuttavia far distinzione fra il prendere e il dare, cupide e pie al tempo stesso, e sicure, magistrali, come per antichissima e profonda esperienza.
Boccadoro osservava rapito e ammirato quelle mani benedette...(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...L'immagine originaria di una buona opera d'arte non è una figura reale, viva, quantunque questa possa esserne l'occasione determinante. L'immagine originaria non è carne e sangue, è spirituale. E un'immagine che ha la sua dimora nell'anima dell'artista.
Anche in me Narciso, vivono di queste immagini, che spero di rappresentare e di mostrarti un giorno.

-Magnifico! Ora, mio caro, senza saperlo ti sei addentrato nella filosofia e hai espresso uno dei suoi misteri.

-Ti prendi gioco di me?

-Oh no! Tu hai parlato d'immagini originarie, d'immagini dunque che non esistono in nessun luogo fuorché nello spirito creatore, ma che possono essere attuate e rese visibili nella materia.
Molto prima che una figura artistica diventi visibile e acquisti realtà, essa esiste come immagine nell''anima dell'artista!
Questa immagine originaria è esattamente ciò che gli antichi filosofi chiamano "idea".

- Sì, questo mi sembra convincente.

- Ebbene, riconoscendo l'esistenza delle idee e delle immagini originarie tu entri nel mondo spirituale, nel nostro mondo di filosofi e di teologi, e ammetti che fra la confusione e i dolori di quel campo di battaglia che è la vita, in questa danza macabra senza fine e senza senso dell'esistenza corporea, esiste lo spirito creatore.
Vedi, a questo spirito in te mi sono sempre rivolto, da quando, ragazzo, ti avvicinasti a me.
Questo spirito in te non è quello di un pensatore, è quello di un artista.
Ma è spirito, ed esso ti mostrerà la via per uscire dal torbido garbuglio della vita dei sensi, dalla eterna alternativa fra piacere e disperazione.
Ah, mio caro, sono felice di aver udito da te questa confessione. L'ho aspettata...da allora, da quando tu abbandonasti il tuo maestro Narciso e trovasti il coraggio di essere te stesso....(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)



"....Sono rimasto colpito nell'osservare come in una figura ritorni sempre in tutte le sue parti una certa forma, una certa linea, come una fronte corrisponda al ginocchio, una spalla all'anca, e come tutto questo in fondo sia una cosa sola con l'essenza e con l'anima dell'uomo, che ha quel dato ginocchio, quella data spalla e quella fronte.
E un'altra cosa mi ha colpito, me n'accorsi una notte in cui dovetti prestar aiuto presso una partoriente: che la massima sofferenza e la suprema voluttà hanno un'espressione perfettamente simile...(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"...In ogni caso Boccadoro gli aveva mostrato che un uomo destinato all'alto può scendere molto giù nel groviglio ebbro e sanguinoso della vita e insozzarsi di molta polvere e sangue, senza tuttavia diventare meschino e volgare, senza uccidere in sé il divino; gli aveva mostrato che poteva errare per profondi ottenebramenti, senza che nel sacrario della sua anima si spegnessero la luce divina e la forza creatrice.
Narciso aveva guardato in fondo alla vita disordinata del suo amico, e né il suo affetto né la sua stima per lui erano diminuiti. Oh no, e da quando aveva visto uscire dalle mani macchiate di Boccadoro quelle figure meravigliosamente vive nella loro placidità trasfigurate dalla forma e dall'ordine interiori, quei volti profondi illuminati dall'anima, quelle piante e quei fiori innocenti, quelle mani supplici e benedette, tutti quegli atteggiamenti arditi o soavi, fieri o sacri, da allora egli sapeva che in quel cuore incostante di artista e di seduttore c'era pienezza di luce e grazia divina....(Narciso e Boccadoro - Hermann Hesse)


"....Ho capito che io riesco a vedere il mondo solo insieme a te...
I Greci raccontavano che originariamente l'uomo era sferico e che Zeus per punirlo delle sue malefatte lo aveva spaccato a metà. Le due metà vagano per il mondo e si cercano.
La nostalgia le spinge a cercare ancora e ancora, e quando si ritrovano quella sfera vuole tornare unita.
Questa storia ha del vero, ma non è sufficiente.
Quando le due metà si incontrano di nuovo, hanno vissuto le loro vite fino a quel momento.
Non sono uguali a come si erano lasciate.
I loro lembi non coincidono più.
Hanno difetti, debolezze, ferite.
Non basta che si incontrino di nuovo e si riconoscano.
Adesso devono anche scegliersi, perché le due metà non combaciano più perfettamente, ma solo l'amore porta ad accettare gli spigoli che non combaciano e solo l'abbraccio li smussa, anche se fa male..."(Bianca come il latte, rosso come il sangue - Alessandro D'Avenia)



 "....Perché Roma, Alessandria e Bisanzio sono state bruciate dai loro conquistatori?
Cosa animava barbari, arabi, turchi? Cosa li rendeva simili pur essendo diversi?".
Bianco.......
Cerco di trasformarmi in uno di quei saccheggiatori e mi chiedo cosa voglio ottenere dando fuoco ai libri che contengono.
Mi aggiro per le strade polverose di Roma, di Alessandria e di Bisanzio, che poi ho scoperto essere diventata Costantinopoli e poi Istanbul, e in mezzo agli strepiti e alle urla della gente do fuoco a migliaia di libri.
Mi sbarazzo di tutti quei sogni di carta e li trasformo in cenere.
Li trasformo in fumo bianco.
Ecco la risposta.
Incenerire i sogni.
Bruciare i sogni è il segreto per abbattere definitivamente i propri nemici, perché non trovino più la forza di rialzarsi e ricominciare.
Non sognino le cose belle delle loro città, delle vite altrui, non sognino i racconti di altri, così pieni di libertà e amore.
Non sognino più nulla.
Se non permetti alle persone di sognare, le rendi schiave. E io saccheggiatore di città, adesso ho bisogno solo di schiavi, per regnare tranquillo e indisturbato. E così, non rimanga parola su parola.
Ma solo bianca cenere dei sogni antichi.
Questa è la distruzione più crudele: rubare i sogni alla gente.
Lager pieni di uomini bruciati con i loro sogni. Nazisti ladri di sogni.
Quando non ha sogni li rubi agli altri, perché non li abbiano neanche loro.
L'invidia ti brucia il cuore e quel fuoco divora tutto..."(Bianca come il latte, rosso come il sangue - Alessandro D'Avenia)



"...Occhi verdi che quando li spalanca prendono tutto il viso.
Capelli rossi che quando li scioglie l'alba ti viene addosso.
Poche parole ma giuste. Se fosse cinema: genere ancora da inventare. Se fosse profumo: la sabbia al mattino presto, quando la spiaggia è sola con il mare.
Colore? Beatrice è rosso.
Come l'amore è rosso. Tempesta. Uragano che ti spazza via. Terremoto che fa crollare il corpo a pezzi.
Così mi sento ogni volta che la vedo..."(Bianca come il latte, rosso come il sangue - Alessandro D'Avenia)





"...Quando ci sembra di non pensare a niente, in realtà noi pensiamo a quello che ci sta più a cuore.
L'amore è una specie di forza di gravità: invisibile e universale, come quella fisica.
Inevitabilmente il nostro cuore, i nostri occhi, le nostre parole, senza che ce ne rendiamo conto vanno a finire lì, su ciò che amiamo, come la mela con la gravità."

"E se non amiamo nulla?"

"Impossibile. Te la immagini la Terra senza gravità? O lo spazio senza gravità?
Sarebbe un continuo autoscontro.
Anche chi pensa di non amare nulla ama qualcosa.
E i suoi pensieri vanno lì, senza che se ne renda conto.
Il punto non è se amiamo o no, ma cosa amiamo..."(Bianca come il latte, rosso come il sangue - Alessandro D'Avenia)






L'amore non esiste per renderci felici, ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore..(Bianca come il latte, rosso come il sangue - Alessandro D'Avenia)




Ci sono due modi per guardare il volto di una persona.
Uno è guardare gli occhi come parte del volto.
L'altro è guardare gli occhi e basta, come se fossero il volto. E' una di quelle cose che mettono paura quando lo fai.
Perché gli occhi sono la vita in miniatura. Bianchi intorno, come il nulla in cui galleggia la vita, l'iride colorata, come la varietà imprevedibile che la caratterizza, sino a tuffarsi nel nero della pupilla che tutto inghiotte, come un pozzo oscuro senza colore e senza fondo.
Ed è lì che mi sono tuffato guardando Silvia in quel modo, nell'oceano profondo della sua vita, entrandoci dentro e lasciando entrare lei nella mia...(Bianca come il latte, rosso come il sangue - Alessandro D'Avenia)



Si è alzato e, mettendomi le mani tra i capelli, mi ha baciato.
Anch'io l'ho afferrato per i capelli, l'ho abbracciato con tutte le mie forze, gli ho morso le labbra, ho sentito la sua lingua muoversi nella mia bocca.
Era un bacio che attendevo da molto tempo: un bacio che era nato presso i fiumi della nostra infanzia, quando non comprendavamo ancora il significato dell'amore.
Un bacio che era rimasto in sospeso quando più tardi, giravamo il mondo con il ricordo di una medaglia, oppure ci nascondavamo dietro pile di libri da studiare per un concorso.
Un bacio che si era perduto tante volte e che, adesso, veniva finalmente ritrovato. Nella durata di quel bacio scorrevano anni di ricerche, di delusioni, di sogni impossibili.
L'ho baciato con forza. Le poche persone presenti nel locale stavano a guardare, pensando di vedere semplicemente un bacio. Ma non sapevano che in quel lungo minuto era il compendio della mia vita e della sua vita, della vita di chiunque aspetti, sogni e cerchi il proprio cammino sotto il sole.
In quel minuto, c'erano tutti i momenti di gioia che ho vissuto...
Mi ha strappato i vestiti e penetrato con forza, con paura, con desiderio. Ho provato un pò di dolore, ma non mi è importato un granchè. Del resto, in quel momento non aveva alcuna importanza neppure il mio piacere. Con le mani gli accarezzavo il capo ,sentivo i suoi gemiti ed ero grata perchè lui stava lì, dentro di me, a farmi sentire come se fosse la prima volta. Ci siamo amati per tutta la notte, e l'amore si fondeva con il sonno e con i sogni. Lo sentivo dentro di me e lo abbracciavo per accertarmi che tutto ciò stava accadendo davvero, per impedire che se ne andasse all'improvviso, come quei cavalieri erranti che, un tempo, abitarono il castello oggi trasformato in albergo. Le silenziose pareti di pietra sembravano narrare storie di fanciulle in attesa, di lacrime versate e di giorni interminabili trascorsi davanti alla finestra, con lo sguardo rivolto all'orizzonte, in cerca di un segnale di speranza. Ma ho promesso a me stessa che non sarebbe mai accaduto. Non lo avrei mai perduto.
Lui sarebbe stato sempre con me: perchè mentre guardavo un crocefisso dietro un altare, le lingue dello Spirito Santo mi avevano detto che adesso non stavo commettendo alcun peccato. Sarei stata per sempre la sua compagna, e insieme avremmo esplorato il mondo creato di nuovo. Avremmo parlato della Grande Madre, avremmo lottato a fianco dell'arcangelo Michele, avremmo vissuto insieme l'agonia e l'estasi dei pionieri. Questo mi avevano detto le lingue, e io ho recuperato la fede. Sapevo che dicevano la verità."...
(Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto-Paulo Coelho)
 
 
 
 
 
Se oggi dovessi raccontare la mia vita a qualcuno, potrei farlo in maniera tale che mi giudicherebbe una donna indipendente, coraggiosa e felice.
Nient'affatto.
A me è proibito menzionare l'unica parola che è più importante degli undici minuti: "amore".
Per tutta la vita, ho concepito l'amore come una sorta di schiavitù accettata.
E' una menzogna: la libertà esiste solo quando è presente l'amore.
Chi si abbandona totalmente, chi si sente libero, ama al grado estremo.
E chi ama al grado estremo, si sente libero.
Perciò, nonostante adesso io viva e faccia e scopra tantissime cose, nulla ha senso.
Spero che questo periodo passi velocemente, affinchè io possa tornare a cercare me stessa, incontrando un uomo che mi capisca, che non mi faccia soffrire.
Ma che stupidaggini sto scrivendo?
Nell'amore, non si può ferire nessuno.
Ognuno di noi è responsabile di quello che prova, e non può incolpare l'altro.
Io mi sono sentita ferita quando ho perduto gli uomini dei quali mi ero innamorata.
Oggi sono convinta che non si perde nessuno, visto che non si possiede nessuno.
Questa è l'autentica esperienza della libertà: avere la cosa più importante del mondo, senza possederla. (Undici minuti-P.Coelho)
 
 
 
 
 
Io non sono un corpo con un'anima, sono un'anima con una parte visibile chiamata ''corpo".
Negli ultimi giorni, al contrario di quanto potevo immaginare, quest'anima è stata molto più presente.
Non mi diceva nulla, non mi criticava, non provava pena per me: si limitava a osservarmi.
Oggi mi sono resa conto del motivo per cui ciò accadeva: da molto tempo, non penso a qualcosa che si chiama "amore".
Sembra che l'amore mi stia rifuggendo, come se non contasse più per me, e non si sentisse il benvenuto.
Ma, se non penserò all'amore, non sarò niente......
Tutte sognano che arrivi un tizio e scopra in loro la vera donna, la compagna sensuale, l'amica.
Ma tutte sanno, fin dal primo incontro, che non accadrà nulla di tutto ciò.
Sento il bisogno di scrivere sull'amore.
Sento il bisogno di pensare, pensare, scrivere, scrivere sull'amore-altrimenti la mia anima non resisterà. (Undici minuti-P.Coelho)
 
 
 
 
Il mio obiettivo è comprendere l'amore.
So che ero viva quando ho amato, e so che tutto ciò che possiedo ora, per quanto possa sembrare interessante, non mi entusiasma.
Ma l'amore è terribile: ho visto alcune amiche soffrire, e non vorrei trovarmi ridotta come loro.
Quelle che prima ridevano di me e della mia innocenza ora mi domandano come riesc a dominare così bene gli uomini.
Io sorrido e taccio, perchè so che il rimedio è peggiore del dolore stesso: semplicemente non mi innamoro.
Ogni giorno che passa, vedo con più chiarezza come gli uomini siano fragili, incostanti, insicuri, sorprendenti...
Benchè il mio obiettivo sia comprendere l'amore, e benchè io soffra a causa delle persone a cui ho concesso il mio cuore, vedo che coloro che hanno toccato la mia anima non sono riusciti a risvegliare il mio corpo, e coloro che hanno accarezzato il mio corpo non sono stati in grado di raggiungere la mia anima. (Undici minuti-P.Coelho)
 
 
 
 
 
Quando incontriamo qualcuno e ci innamoriamo, abbiamo l'impressione che tutto l'universo sia daccordo.
Oggi l'ho visto accadere al tramonto.
Ma se qualcosa va storto, non resta nulla!
Nè gli aironi, nè la musica in lontananza, nè il sapore delle sue labbra.
Come può scomparire tanto rapidamente la bellezza che c'era pochi minuti prima?
La vita scorre molto veloce: ti fa precipitare dal cielo all'inferno in pochi secondi. (Undici minuti-P.Coelho)
 
 
 
 
 
Tempo fa, mi venne detto che il silenzio non ha suoni; niente da spiegare, è solo silenzio.
Eppure durante gli anni, nella solitudine delle mie isole, ho imparato che il silenzio ha una sua essenza, e che, se chiudi gli occhi e lasci fluire te stesso nel divenire dell'universo, ha un suono e ritmo propri.
Il silenzio è una musica eseguita dalla natura, non dagli esseri umani.
Ho imparato anche che nel vero silenzio sei in grado di trovare le risposte che l'universo ha in serbo per te, se soltanto dimostrerai la volontà di sottrarti alla "pazza folla".
Ricordati: il silenzio come quello che stai vivendo ora è difficile da trovare, e ancor più difficile da capire.(La musica del silenzio-Sergio Bambarén)
 
 
''Ho imparato che non importa dove sono o che cosa sto facendo, io mi porto sempre dietro cinque cose che chiariscono il mio scopo.
Devi tenerle a mente e portarle con te per il resto dei tuoi giorni."
''E quali sono?" chiesi.
"Non scordarti la musica del silenzio.
Ricordati sempre il sorriso di tua madre. Non dimenticare il profumo e la brezza dell'oceano.
Senti sempre con te, nel profondo del cuore, il tocco della donna di cui ti sei innamorato un giorno.
E...impara a non dire altro, se non c'è altro da dire.(La musica del silenzio-Sergio Bambarén)
 
 
 
 
 
 Non biasimare altri per la tua sorte, perchè tu e soltanto tu hai preso la decisione di vivere la vita che volevi.
La vita non ti appartiene, e se, per qualche ragione ti sfida, non dimenticare che il dolore e la sofferenza sono la base della crescita spirituale.
Il vero successo, per gli uomini, inizia dagli errori e dalle esperienze del passato.
Le circostanze in cui ti trovi possono essere a tuo favore o contro, ma è il tuo atteggiamento verso ciò che ti capita quello che ti darà la forza di essere chiunque tu voglia essere, se comprendi la lezione.
Impara a trasformare una situazione difficile in un'arma a tuo favore.
Non sentirti sopraffatto dalla pena per la salute o per le situazioni in cui ti getta la vita: queste non sono altro che sfide, ed è il tuo atteggiamento verso queste sfide che fa la differenza.
Impara a rinascere ancora una volta dalle ceneri del tuo dolore, a essere superiore al più grande degli ostacoli in cui tu possa mai imbatterti per gli scherzi del destino.
Dentro di te c'è un essere capace di ogni cosa.
Guardati allo specchio.
Riconosci il tuo coraggio e i tuoi sogni, e non asserragliarti dietro alle tue debolezze per giustificare le tue sfortune.
Se impari a conoscerti, se alla fine hai imparato chi tu sei veramente, diventerai libero e forte, e non sarai mai più un burattino nelle mani di altri.
Tu sei il tuo destino, e nessuno può cambiarlo se tu non lo consenti.
Lascia che il tuo spirito si risvegli, cammina, lotta, prendi delle decisioni, e raggiungerai le mete che ti sei prefissato in vita tua.
Sei parte delle forza della vita stessa.
Perchè quando nella tua esistenza c'è una ragione per andare avanti, le difficoltà che la vita ti pone possono essere oggetto di conquista personale, non importa quali esse siano.
Ricordati queste parole:
 
Lo scopo della fede è l'amore,
lo scopo dell'amore è il servizio..(La musica del silenzio-Sergio Bambarén)
 
 
 
I sogni sono come piume:
se nella vita ne raccogli abbastanza, un giorno spiccherai il volo alla volta dei sogni, verso il tuo destino.
Raccogli una piuma ogni volta che la vedi, perchè è scesa dal cielo, la meta a cui si deve anelare.(La musica del silenzio-Sergio Bambarén)
 
 
"Perchè siamo venuti a compiere un rituale nei pressi della quercia?
Come può aiutarci a diventare uomini migliori, una simile pratica?"
"Per il semplice fatto che gli esseri umani non compiono più rituali vicino alle querce.
In poche parole agendo in un modo che può sembrare assurdo, è possibile raggiungere la profondità della propria anima, la sua parte più antica, quella prossima all'origine di ogni cosa." (Aleph - P.Coelho)
 
 
 
 
 
"...E dove dovrei andare?
"Non lo so. Dove penserai che sia giusto andare.
Scopri cos'hai lasciato incompiuto e agisci per completare l'operazione.
Sarà Dio a guidarti, perchè tutto ciò che hai vissuto e vivrai si trova comunque qui, adesso.
Il mondo si sta creando e distruggendo in questo momento.
Chi hai incontrato, si ripresenterà; chi hai lasciato partire, ritornerà.
Non tradire i doni che ti sono stati concessi.
Cerca di comprendere che cosa ti sta accadendo e scoprirai quello che sta accadendo a tutti.
Non pensare che io sia venuto a portare la pace.
Sono arrivato a portare la spada."
 
 
 
 
Nella magia e nella vita esiste soltanto il momento presente, l'ORA.
Non si misura il tempo come si calcola la distanza tra due punti.
Il "tempo" non passa.
L'essere umano ha una difficoltà enorme a concentrarsi sul presente: pensa sempre a ciò che ha fatto, al modo in cui avrebbe potuto farlo meglio, alle conseguenze delle proprie azioni, al motivo per cui non è riuscito ad agire in maniera appropriata....
...Il presente travalica sempre il tempo: è l'Eternità.
E' piuttosto difficile da comprendere: in mancanza di una spiegazione migliore, gli indiani usano la parola "karma", sebbene il concetto che esprime sia abbastanza limitato.
Non è quello che hai fatto nella tua vita passata a influenzare il  presente, ma è ciò che fai nel presente che redimerà il passato e logicamente cambierà il futuro..." (Aleph-P.Coelho) 
 
 
 
 
 
Io non riesco a vedere e tu conosci tutto.
Pur così, la mia vita non sarà inutile
Perchè so che c'incontreremo di nuovo
In qualche divina eternità.( Oscar Wilde)
 
 
 
 
 
 "Il diametro dell'Aleph sarà stato di due o tre centimetri, ma lo spazio cosmico vi era contenuto, senza che la vastità ne soffrisse.
Ogni cosa...era infinita, perchè io la vedevo distintamente da tutti i punti dell'universo." (Jorge Luis Borges)
 
 
 
 
 
(Dedicata a te che hai costruito un muro di silenzio)
 
"Ho paura. Paura che quello che arriverà sarà solo un surrogato dell'amore, effetto della rassegnazione del mio cuore appesantito da anni di solitudine e impazienza. È come se mi vedessi in grado di accontentarmi della forma meno peggiore che l'amore possa mai assumere. Ho paura che arriverà il momento in cui, esausto ed emotivamente disimpegnato, cederò a qualunque cosa il fato mi proponga. E dunque mi vedo destinato all'infelicità."
"E ovunque andrò quella paura tornerà domani"
"Di notte quando il cielo brilla ma non c'è luce nè una stella ricorderò la paura che che bagnava i miei occhi ma dimenticarti non era possibile ricorderai la paura che ho sperato provassi provandola io che tutto veloce nasca e veloce finisca".(Tratto dal libro Trent'anni e una chiacchierata con papà-Tiziano Ferro)
 
 
Non sottovalutare mai la potenza dei tuoi pensieri. Sono un tuo tesoro così intimo, talmente inviolabile, che a nessuno dovrebbe essere mai consentito entrarci senza il tuo volere.
Non sottovalutare mai, la forza dei tuoi pensieri. La mente umana conserva dentro di sè il seme del cambiamento. Abbi coraggio di esprimerti, di metterti in discussione, di manifestare quello che nella tua mente sembra essere un vulcano di idee mai esploso. Abbi la forza di dire chi sei, e se la gente non comprenderà le tue parole, creando dei muri di distanza … allora disegnaci sopra i tuoi pensieri con tutti i colori che hai a disposizione, molto probabilmente scoprirai che la maggior parte di loro fingeva di non capire. Comincia adesso, riempi il grigio che ti circonda di pensieri variopinti!
(Anton Vanligt)
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