Capnomanzia

Il nome di questa tecnica (capnomanzia) deriva dal sostantivo greco capnòs, '' fumo', elemento sempre considerato importante per conoscere il futuro.
Per esempio nel mondo antico chi immolava le vittime sugli altari dei sacrifici interpretava il colore, l'odore e i movimenti della colonna di fumo che si alzava dalla pira.
Nel Medioevo era usuale interpretare le volute del fumo che si alzava bruciando alcune erbe particolari, quali la verbena, e semi di papavero e di sesamo.
Se il fumo proviene da grani d'incenso la mantica prende il nome di libanomanzia da libanos, che in greco indica appunto l'incenso.
Secondo alcuni studiosi, fino al secolo scorso in alcune regioni della Bretagna, quando moriva qualcuno ci si affidava al fumo per sapere quale sarebbe stata la sua sorte ultraterrena: se il fumo saliva rapidamente  senza volute, il defunto sarebbe andato dritto in Paradiso; se il fumo era troppo denso, opaco, con una tendenza a dirigersi verso il suolo, il morto sarebbe andato all'Inferno, mentre se il fumo alternativamente saliva e scendeva l'estinto era destinato a soggiornare in Purgatorio.
Per usare il fumo per trarre previsioni, usualmente si brucia del tabacco, o erbe che possano fare molto fumo, in una roccia dalla forma un pò concava, quindi si osservano e si interpretano le tracce lasciate dal fumo.
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