Le origini delle candele




L'origine della candela è legata alla storia della scoperta del fuoco da parte dell'uomo e dei suoi svariati usi.
È facile immaginare come la luce duratura della candela assunse subito un ruolo fondamentale nella vita dei popoli antichi.
Rappresentazioni dell'epoca, infatti raffigurano candelabri e candele accese.
All'effetto fisico di produrre luce si aggiunse quello simbolico di protezione e di salvezza dalle forze oscure e misteriose.
Alla loro luce sono stati scritti poemi, trattati filosofici, dichiarazioni di guerra e armistizi.
La cera, per la sua malleabilità, ha sempre trovato un largo impiego; su tavolette di cera si imparava a scrivere, si plasmavano figure di animali e divinità familiari.
I popoli primitivi per illuminare in un primo momento utilizzarono delle torce sporche di grasso e successivamente delle fiaccole di resina.
La nascita della candela si fa risalire al  IV-V secolo a.C. e la sua paternità si attribuisce al popolo etrusco, anche se popoli come gli Egizi, gli Assiri e così più tardi i Greci e i Romani utilizzarono l'olio come commustibile per le loro lanterne.
Gli Etruschi le costruivano con cera  sego e come stoppino utilizzavano giunchi o stoppa; venivano utilizzate nelle abitazioni per illuminare e poste sulle tombe e sugli altar come funzione religiosa.
La luce della candela divenne quindi simbolo della fede e in seguito con il Cristianesimo ebbe una rapida diffusione.
La cera veniva usata come impermeabilizzante degli scafi delle navi, come tavoletta per scrivere, per costruire statue votive e bambole.
Ancora oggi la cera è impiegata dagli scultori per creare bozzetti o fusioni di bronzo realizzate con la tecnica della " cera persa".
Più avanti grandi candelabri con moltissimi bracci hanno illuminato palazzi, castelli, chiese e conventi.
La prima materia che si utilizzò per la produzione delle candele fu la cera d'api, prodotto da sempre disponibile, malleabile e combustibile.
Erano le candele usate nelle case dei ricchi, bruciavano lentamente ed emanavano un gradevole profumo, ma erano molto costose.
Ad essa gradualmente si sostituì il sego, più economico, ma anche di bassa qualità, usato nelle case dei poveri ricavato dal grasso animale.
Nel 1831 dal sego venne estratta la stearina , acido derivante da grasso animale, che migliorò molto il colore delle candele, il quale divenne piú bianco, e la combustione, grazie ad un'elevazione del punto di fusione dell'impasto.
Piú tardi nel 1850, in seguito alla scoperta del petroliola paraffina, derivante dalla sua raffinazione, divenne e rimane ancora oggi la principale materia prima nella produzione di candele.
Con l'avvento dell'energia elettrica si avrà una progressiva riduzione del consumo delle candele.
Ai nostri giorni le candele e i candelieri vengono utilizzati come oggetti di arredamento, che creano un'atmosfera romantica e incantata.


La sacralità delle candele

Le api e le candele hanno una lunga storia nell'ambito delle credenze e delle usanze spirituali, a partire  dagli antichi Egizi e continuando fino ad oggi.
I fuochi sono stati un sacro mistero per il genere umano anche nella mitologia greca, che attribuiva agli dei il potere di generare il calore e la luce del fuoco.
Le api hanno avuto un posto nelle tradizioni religiose per secoli, sin da quando vennero associate con la " Regina " o " Dea Madre".
L'uso della cera d'api per le candele sacre risale alle prime religioni organizzate.
Nei tempi remoti, gli antichi Egizi ritenevano che le api fossero nate dalle lacrime di Ra, il Dio Sole.
Quando le sue lacrime caddero a terra, vennero trasformate in api che costruirono arnie e produssero miele.
Ciò fece sì che la cera d'api venisse onorata come sacra e che le candele ottenute dalla cera d'api venissero usate unicamente dai capi spirituali.
In seguito i Greci ritennero ch le api fossero nate spontaneamente da cadaveri animali, e che perciò simboleggiassero la resurrezione e la rinascita.
Le api erano venerate in quanto sacre messaggere che portavano le preghiere dalla Terra al Cielo.
Ogni cosa creata da queste sacre creature, come il miele o la cera, era considerata un dono degli dèi.
Negli insegnamenti cinesi del Feng Shui, le candele di cera d'api portano in una stanza l'energia (ch'i) del fuoco, come alimenta la passione e la creatività.
In ebraico, la parola che indica l'ape, "Dbure", ha origine dal termine "Dbr", ossia discorso, e perciò tra i primi credenti ebrei le api imboleggiavano l'eloquenza e l'intelligenza. La Torah afferma: << Lo spirito dell'uomo è la candela del Signore>>.
Più di recente nella tradizione cristiana, l'alveare simboleggiava le celle dei monasteri dove i monaci vivevano e lavoravano.
Le api erano spesso un simbolo di Cristo, con il loro miele e pungiglione a rappresentare la sua misericordia e giustizia.
Una leggenda popolare afferma che le api ronzavano alla vigilia di Natale per onorare la nascita di Gesù.
In quanto operaie dell'alveare, le api sono una industriosa e prospera comunità governata dall'ape regina.
Ciò portò i francesi a usare le api a simboleggiare tutto ciò che è regale e imperiale.
Napoleone Bonaparte usò il motivo dell'ape sulle sue vesti dell'inconorazione e sui tappeti del palazzo reale.
Ai giorni nostri, tra i più comuni rituali c'è l'accendere le candele per pregare, per ricordare i defunti, per celebrare l'Avvento o l'ebraico Hanukkah e per illuminare le icone sacre. 




Simbolismo delle candele

Una candela rappresenta, simbolicamente e magicamente, un uomo; proprio per questo motivo, nelle pratiche di magia, questo particolare strumentorisulta essere di primaria importanza al fine di riuscire ad ottenere il meglio dalle operazioni intraprese.
Composizione, colore, orientamento, consacrazione, utilizzo nelle dovute forme rituali fanno della candela un tramite indispensabile di collegamento con le forze invisibili del mondo, un ponte sottile, la cui struttura non ha paragoni in tutto l'universo magico.
La magia delle candele e le candele stesse hanno da sempre accompagnato l'uomo nei momenti più importanti della sua vita; forse, ad esempio, sono in pochi a sapere che il simpatico e tradizionale gesto di soffiare sulle candeline della torta di festeggiamento del compleanno nasconde, in realtà, un profondo significato magico.
A riprova che in pratica, tutto nella vita è magia, la tradizione afferma che anche in questo semplice rituale si cela un atto che trascende la mera apparenza.
La candela rappresenta quindi una sintesi di emblemi e simbolismi di estrema pregnanza; la sua stessa costituzione risulta essere allusiva; essa è, infatti, simile ad un uomo: possiede un corpo (la cera), un'anima (lo stoppino), uno spirito (la fiamma); svolge il proprio ruolo così come un uomo nasce (accensione), vive invecchiando (scioglimento), muore (estinzione).
Questo è però soltanto uno dei tanti simbolismi della candela; osservando infatti da un diverso punto di vista, essa è una sintesi perfetta tra materialità e spiritualità.
Se la cera vergine che la forma sta ad indicare la materia, la fiamma che la brucia è simbolo dello spirito che, sublime, si distacca dalla materia per elevarsi.
Proprio al centro di queste due realtà c'è lo stoppino, ovvero il filtro tramite il quale avviene la trasmissione dall'uno all'altro stato o condizione.
La cera è chiara figurazione solare, la fiamma è espressione della Luce; la candela accesa illumina la via, spenta abbandona invece nel buio e nelle tenebre.
  


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